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RITOCCARE LE FOTO SU INSTAGRAM

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Qual è il limite entro il quale una foto dovrebbe essere ritoccara prima di essere postata su Instagram?

Visto che la preparazione della pizza è il mio campo userò la pizza come pretesto per dare la mia risposta.

Ci tengo a farlo in particolare perché questo argomeno riguarda il tema che tratto nel mio impegno principale da due anni e mezzo a questa parte, la gestione professionale di una pagina Intagram, attività nella quale ho ottenuto risultati gratificanti, portando la pagina Che CorniciOne a diventare la pagina che parla di pizza più numerosa sui social, indipendente da qualsiasi business fisico che la pizza la produce.

Una comunicazione efficace, studio approfondito della piattaforma e dei semplici principi messi in campo che trovano valenza per qualsiasi tipologia di pagina si voglia far crescere in modo organico.

Parlando con gli utenti Che CorniciOne, ho scoperto questi dividersi in modo quasi equo tra quelli che seguono la pagina perché voglio capire come preparare una pizza in modo professionale e quelli che la seguono per comprendere come gestire una pagina Instagram in modo professionale, molti riuscendo ad emulare molto bene i principi che io per primo metto in campo.

Per questa ragione la mia risposta può tornarti utile per prendere spunti anche sulla gestione della tua pagina ed ad essa ci arriverò parlandoti dell’ultimo impasto che ho preparato dal quale è nato questo fantastico calzone fritto. Lo si riconosce dalla doratura.

Ho proceduto con la lavorazione dell’impasto la mattina, quando a casa ci si era accordati su cosa preparare per cena.

Erano le 9 del mattino ed ero certo che il supermercato dietro l’angolo di casa, per acquistare un cubetto di lievito di birra, fosse aperto ma ero altrettanto certo di non aver avuto bisogno di raggiungere lo scaffale delle farine perché mia madre avrebbe avuto di sicuro qualche pacco conservato.

Il mio sesto senso non mi ha ingannato. Una farina di grano tenero tipo 00, aperta qualche giorno prima da mia madre per preparare una delle sue colorate crostate. 10 grammi di proteine diceva la tabella dei valori nutrizionali, la più ideale per impasti i cui tempi di fermentazione sono ridotti.

Il sale a casa si trova di tutte le misure, ma tra quello di cui disponevo ho optato per quello grosso, per mostrare ai miei zii in vacanza in Sardegna e che avrebbero assistito alla preparazione dell’impasto, che contrariamente a come si potrebbe pensare, il sale grosso si dissolve prima di quello fine perché l’acqua trova più spazio per intrufolarsi tra le molecole di cloruro di sodio di cui il sale da cucina è fatto. Basta lasciar agire la natura per vedere che è vero.

Sempre mia madre quando in Sardegna mi ha ricordato delle pizzette fritte che aveva preparato a casa qualche giorno prima che io arrivassi, con una ricetta del momento, fatta con il Bimby.

Mi avrà visto un milione di volte impastare e confido almeno nella sua buona fede e nella sua memoria che si sia almeno affidata ai principi fondamentali della preparazione della pizza. Quelli che dovrebbe aver visto mettere in pratica ma ai quali forse non ci ha fatto caso visto che quando si tratta di fare la pizza sono io che penso sempre a tutto e mi metto in disparte.

Mi disse che le sue pizzette fritte erano già buonissime e così ho detto; “Mamma! Ma perché non prepariamo pizzette fritte e calzoni?”

I miei zii che avrebbero dovuto assistere all’impasto già fremevano di vedermi all’opera. Avendo vissuto sempre lontano non c’è mai stata occasione di preparare una pizza per loro, tanto meno di avermi visto preparare un impasto.

Cimentarsi nella preparazione della pizza per loro non è mai stato un desiderio ma perché nessuno gli aveva mai acceso la curiosità. L’amore si è acceso definitivamente quando li ho coinvolti nella chiusura dei panetti. Era la prima volta che tenevano in mano una pallina di pizza pronta per essere chiusa.

Mi hanno proposto domande super intelligenti che riguardavano per esempio la lettura della tabella dei valori nutrizionali in un pacco di farina. Se l’olio aveva la funzione nell’impasto di aiutare il pizzaiolo nel preparare una pizza croccante.

E così tra una chiacchiera e l’altra, quando i panetti erano chiusi l’impasto era pronto per il riposo definitivo.

Ed ecco la storia di quel calzone e dei sui fratelli e sorelle pizzette.

Mi ricollego ora alla domanda che ha aperto questo quarto articolo del blog Che CorniciOne.

Se hai avuto modo di vedere il post del 05/01 su Instagram noterai che la foto dello stesso calzone è più accesa rispetto a quella che ti presento come foto dell’articolo.

Nella mia filosofia relativa alla gestione di una pagina social e nello specifico in quella di postare nella pagina Instagram Che CorniciOne, ho sempre pensato non fosse una male ritoccare una foto ma con dei limiti.

I ritocchi alla foto molto spesso sono indispensabili negli ambienti chiusi quando non si possiedono attrezzature fotografiche professionali e luci che favoriscono le riprese; ma sino a che punto dovrebbe essere ritoccara prima di essere postata su Instagram?

Sino al punto che la si ritocchi per mettere in risalto i dettagli del prodotto, quelli che riescono ad essere colti solo ad occhio nudo.

“POSSIEDI UNA BUONA DOSE DI FORZA ARTIGIANA E NUTRI IL DESIDERIO APPRENDERE IL METODO PIÙ SEMPLICE E SICURO DI PREPARARE UNA PIZZA FATTA IN CASA IN MODO PROFESSIONALE, CON CONSAPEVOLEZZA, CON CRITERIO? DESIDERI SORPRENDERE TE STESSO E GLI OSPITI CHE SIEDERANNO AL TUO TAVOLO DI CASA – SENZA PREOCCUPAZIONI CHE QUALCOSA POSSA ANDARE STORTO?”

Esprimimi il tuo desiderio a [email protected]

Paolo

Il Papozzo

Il Papozzo

The only limit is the sky

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